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17 Ottobre 2026 · Attualità

A Milano la protesta contro il caro vita finisce tra bombe e distruzioni. Intollerabile!

Il corteo di oggi era nato per parlare di stipendi, caro vita, sanità e scuole pubbliche.

A Milano, però, nel pomeriggio di sabato si sono visti sassi e bombe carta contro la polizia, transenne usate per fare barricate, pensiline e vetrate danneggiate.

Ci sono stati feriti e oltre cinquanta giovani sono stati fermati. Il bilancio è ancora provvisorio.

Guardo a quello che è successo e mi viene da dire: che schifo. Lo dico senza girarci intorno. Si può contestare il governo, si può scendere in piazza per chiedere salari più alti o scuole migliori. Ma se il corteo diventa l’occasione per tirare sassi e devastare, il messaggio finisce sepolto sotto i danni.

Tra i motivi della manifestazione c’erano anche le condizioni delle scuole pubbliche. È un tema serio. Proprio per questo stride vedere una protesta che lascia dietro di sé beni danneggiati e devastazione. Come si fa a chiedere scuole migliori distruggendole come accaduto per esempio a Torino?

E quando c’è da riparare, il conto non lo pagano quelli contro cui si diceva di voler protestare. Lo paghiamo tutti noi!

La scuola ha bisogno di più risorse e di un confronto vero su come far convivere ragazzi con storie e bisogni diversi. Penso anche alla discussione sul tetto degli studenti stranieri nelle classi. A chi lo chiama razzismo chiedo: ma avete letto il decreto (leggilo qui)? Magari dopo averlo letto accuratamente, tornate qui e ditemi quale sarebbe la parte razzista nel provvedimento.

Io penso che se ne debba parlare nel merito, senza attaccare chi pone il problema e senza trasformare le forze dell’ordine e qualunque cosa capiti a tiro, in un bersaglio.

E poi ci sono quelli che alla manifestazione arrivano per spaccare tutto. Non parlano a nome di chi protesta pacificamente, ma finiscono per oscurare le ragioni di tutti. Chi organizza un corteo dovrebbe dirlo con chiarezza, subito. Oggi a Milano quella chiarezza è mancata ancora una volta.

Ma a chi in piazza chiedeva una scuola migliore chiedo: cosa migliora dopo tutto questo? A chi manifestava contro il caro vita, distruggendo e vandalizzando scuole e città chiedo: cosa avete ottenuto oggi?

Manifestare è un diritto sacrosanto. Distruggere e usare violenza no!

Max Poli

Le decisioni del Governo, dopo quanto accaduto, annunciate dal Presidente del Consiglio

Le immagini illustrative di questo articolo sono generate con l’IA. Non si tratta di fotografie dei fatti descritti.

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