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13 Settembre 2026 · Attualità

Premio di maggioranza: vi dico perché, stavolta, sono favorevole

Ci ho pensato parecchio prima di prendere una posizione su questa storia del premio di maggioranza. Anche perché so già che qualcuno, leggendo il titolo, avrà deciso da che parte sto.

E invece vorrei provare a uscire per un momento dalla logica del “chi lo propone?” Destra? Sinistra? Governo? Opposizione?

A me interessa un’altra domanda: funziona oppure no? E soprattutto: può aiutare questo Paese ad avere esecutivi che riescano davvero a governare? Perché io, francamente, di maggioranze con il pallottoliere ne ho abbastanza.

Quelle in cui ogni votazione diventa una specie di finale di Champions: quanti sono? Chi manca? Quello arriva? Quell’altro vota? Il senatore è in aula? Il deputato dissidente che farà? E magari tutto si regge su due o tre persone. A me questa non sembra una grande conquista democratica.

Mi sembra soprattutto una grande fragilità. E c’è una cosa che mi infastidisce ancora di più. Il potere enorme che può conquistare chi, numericamente, rappresenta pochissimo. Se una maggioranza dipende da tre voti, quei tre voti improvvisamente pesano come trenta. Possono condizionare una scelta, bloccare un provvedimento, mettere continuamente in discussione un governo. E noi cittadini restiamo lì a guardare. Io vorrei qualcosa di molto più semplice. Si vota. Qualcuno vince. Quel qualcuno deve avere la possibilità di provare a realizzare quello che ha promesso, anche se quel qualcuno non mi piace.

Anzi, soprattutto lì si misura la coerenza. È troppo facile volere una legge elettorale che garantisca stabilità quando pensiamo di vincere noi. La domanda interessante è: siamo disposti ad accettarla quando pensiamo che possa vincere l’altro? Io sì.

Naturalmente non sto dicendo che chi prende un voto in più debba conquistare mezzo Parlamento. Un premio deve avere limiti, una soglia seria e non deve stravolgere il voto degli elettori. Ma tra la rappresentazione matematica perfetta del voto e un sistema che consenta anche di governare, io cercherei un equilibrio.

Anche perchè avete dato un’occhiata agli ultimi sondaggi? Su una cosa sono tutti d’accordo. La differenza tra le due coalizioni e veramente minima. Tradotto: chiunque dovesse vincere avrà una maggioranza risicata.

Voi non siete stufi di sentire: “non abbiamo potuto farlo perché Tizio non era d’accordo”, “Caio ci teneva sotto ricatto”, “Sempronio ha lasciato la maggioranza”. No, non se ne può più!

Hai vinto? Hai avuto i numeri? Adesso fammi vedere cosa sai fare. Poi arriveranno di nuovo le elezioni. E lì non ci saranno premi di maggioranza che tengano. Ci saremo noi. E potremo dire: bravo, continua. Oppure: hai avuto la tua occasione e l’hai sprecata.

Perché forse il punto non è dare più potere a chi vince. È togliergli qualche alibi.

Dimmi cosa ne pensi rispondendo al sondaggio di sotto.

Max Poli

 

 

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