
Il bollo auto viene sospeso per il 2027 e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che la misura diventerà strutturale.
La mia prima reazione è molto semplice: è una buona notizia.
Lo dico senza difficoltà e senza preoccuparmi del colore politico del Governo che ha preso la decisione. Perché credo che un provvedimento vada giudicato per quello che produce nella vita delle persone, non per la bandiera di chi lo firma. Nel 2027 l’esenzione riguarderà una sola automobile per persona, a benzina, diesel o ibrida, con una potenza fino a 80 kilowatt, circa 109 cavalli. Parliamo di oltre il 70% delle vetture in circolazione. Con alcune condizioni, sono compresi anche motocicli e ciclomotori.
Insomma, per milioni di italiani sarà un risparmio vero.
Il bollo, del resto, è sempre stato una delle tasse più detestate. Non dipende da quanto utilizziamo la macchina: possiamo lasciarla ferma sotto casa per settimane, ma dobbiamo comunque pagare perché la possediamo. Dopo averla comprata, assicurata, mantenuta e riempita con carburante già carico di imposte. Per questo faccio fatica a capire chi cerca immediatamente un cavillo per criticare anche questa scelta.
“È una manovra elettorale”, si dice.
Può certamente produrre consenso. Ma i governi cercano anche il consenso degli elettori: non mi sembra una scoperta clamorosa. La domanda importante è un’altra: la misura è utile oppure no? Secondo me lo è.
Questo non significa firmare un assegno in bianco. Andranno verificate le coperture, la compensazione destinata alle Regioni e soprattutto la promessa più importante: rendere l’abolizione stabile anche dopo il 2027. Se tutto finisse dopo un solo anno, allora avremmo il diritto di parlare di una furbata elettorale. Ma oggi dobbiamo stare ai fatti: l’esenzione per il 2027 è stata approvata e il Governo ha dichiarato che intende renderla strutturale.
Non possiamo trasformare ogni decisione pubblica in una partita tra tifoserie. Se la proposta arriva dalla parte politica che ci piace, applaudiamo. Se arriva dagli altri, cerchiamo per forza qualcosa che non va. Io preferisco un criterio più semplice: analizzare il provvedimento. E questo provvedimento, oggi, è positivo. Riconoscerlo non significa cambiare partito. Significa soltanto avere un po’ di onestà intellettuale.
Sia chiaro, adesso l’impegno deve essere mantenuto fino in fondo. Perché il bollo non deve sparire soltanto per un anno. Deve sparire definitivamente.
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